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    Il Memoriale di Auschwitz sulla guerra in Ucraina: “E’ un atto di barbarie. Impossibile rimanere in silenzio”

    “Questa mattina la Russia ha attaccato l’Ucraina. Questo atto di barbarie sarà giudicato dalla storia e dai suoi autori, è auspicabile, anche dalla Corte internazionale di giustizia”. Si apre così la dichiarazione fatta, attraverso il suo profilo Twitter, dall’Auschwitz Memorial con il quale ha condannato l’invasione russa dell’Ucraina.

     

    “È impossibile rimanere in silenzio mentre, ancora una volta, persone innocenti vengono uccise semplicemente a causa di una folle megalomania pseudo-imperiale” prosegue il memoriale polacco paragonando implicitamente Mosca alla Germania nazista e invitando il “mondo libero e democratico” a dimostrare di aver imparato la lezione degli anni ’30, perché “oggi è chiaro che qualsiasi sintomo di indifferenza è segno di complicità”.

     

    Questa è solamente una delle tante dichiarazioni che sostengono il popolo ucraino che in questo momento sta vivendo una delle sue ore più buie. Anche il mondo ebraico si è espresso a riguardo, offrendo aiuto alle comunità ebraiche e agli israeliani che attualmente vivono in Ucraina. Secondo le stime infatti, nel Paese vivono circa 43mila persone di religione ebraica e oltre 15 mila sono i cittadini israeliani. “Siamo pronti ad accogliere migliaia di immigrati ebrei dall’Ucraina” ha dichiarato la ministra israeliana per l’immigrazione, Pnina Tamano-Shata, immediatamente dopo l’inizio dell’attacco russo, che è stato condannato dal ministro degli Esteri Yair Lapid, che ha rilasciato una dichiarazione nel pomeriggio.

     

    “L’attacco russo all’Ucraina è una grave violazione dell’ordine internazionale, Israele condanna l’attacco, è pronto e preparato a fornire aiuti umanitari ai cittadini ucraini. Israele è un paese che ha vissuto guerre, e la guerra non è il modo per risolvere i conflitti ” ha dichiarato il ministro.

     

    Lapid ha inoltre invitato i due paesi a fermare le ostilità, finché è ancora possibile, questo perché “le prime ore e i primi giorni di ogni guerra, sono anche l’ultima volta che puoi ancora fermarti”.

     

    Ha inoltre sottolineato il fatto che ci sono migliaia di israeliani ed ebrei in Ucraina e Russia, la cui sicurezza “è in cima alle nostre considerazioni”.

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