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    Kyrie Irving sospeso per un post antisemita

    Kyrie Irving, star della NBA, è stato sospeso per cinque giornate dai Brooklyn Nets a causa delle mancate scuse per un suo post con il link al documentario “Hebrews to Negroes: Wake Up Black America”, dichiaratamente antisemita.

     

    A nulla sono servite le scuse via social del cestista statunitense nel quale aveva ammesso le sue colpe. “Voglio scusarmi per aver postato il link a questo documentario senza specificare con esattezza ciò in cui sono d’accordo e ciò che non approvo di quanto contenuto al suo interno. – scrive in un lungo messaggio l’atleta – Il film contiene al suo interno falsi messaggi antisemiti oltre a un linguaggio e a una narrativa lontane dalla verità e offensive per la religione ebraica”.

     

    “Accetto tutte le responsabilità per le mie azioni”, ha scritto Irving, concludendo: “Voglio imparare da questa esperienza, nella speranza che riusciremo a trovare una migliore comprensione in futuro”.

     

    Infatti per la franchigia di basket americana il comportamento del giocatore “in questo momento non è adatto a far parte della nostra organizzazione”. Nella nota rilasciata dai Nets si legge come la squadra sia rimasta “incredula davanti al fatto che – pur avutane l’opportunità in conferenza stampa – Kyrie si è rifiutato di dichiarare inequivocabilmente di non avere convinzioni antisemite, oltre a non riconoscere il chiaro incitamento all’odio del film da lui promosso”.

     

    “Tale mancato disconoscimento dell’antisemitismo quando viene data una chiara opportunità di farlo è profondamente inquietante e contro i valori della nostra organizzazione e costituisce un comportamento dannoso per il team” hanno aggiunto.

     

    La sospensione che ufficialmente è di cinque giornate, senza stipendio, potrebbe prolungarsi “fino a quando non soddisferà una serie di misure correttive oggettive che affronteranno l’impatto dannoso della sua condotta”.

     

    Mercoledì scorso per cercare di riparare quanto fatto, Irving aveva annunciato che lui e i Nets avrebbero donato ciascuno $ 500.000 a gruppi anti-odio. Jonathan Greenblatt,  CEO della Anti-Defamation League, che ha supportato i Brooklyn Nets durante la controversia, ha detto ieri sera che l’ADL non accetterà la donazione di Irving, aggiungendo che “è chiaro che Kyrie non si sente responsabile delle sue azioni”. e ha anche definito la sospensione “meritata”.

     

    Il commissario NBA Adam Silver, di religione ebraica, ha dichiarato che incontrerà Irving di persona entro la prossima settimana. La prima dichiarazione della Lega, chiaramente in riferimento al tweet di Irving, affermava che “incitamenti all’odio di qualsiasi tipo sono inaccettabili e contrastano con i valori di uguaglianza, inclusione

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