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    L’ambasciatore d’Israele resta a Kiev per aiutare gli israeliani a rientrare

    Un appello che ormai è costante da giorni: “Israeliani tornate a casa”, perché in ogni momento potrebbe iniziare la guerra tra Russia e Ucraina. E’ il timore sempre più forte anche del Ministero degli Esteri israeliano.

     

    L’Ambasciatore dello Stato d’Israele in Ucraina Michael Brodsky ha messo su una specie di “unità di crisi”, aprendo le porte degli uffici, assieme al suo staff, anche nelle ore notturne per aiutare gli israeliani che hanno bisogno di aiuto, documenti, permessi, per rientrare in patria. Lo riporta il JPost.

     

    Venerdì il ministro degli Esteri Yair Lapid ha chiesto al suo omologo moldavo, Nicu Popescu, la disponibilità per creare una via d’emergenza sul suo territorio per gli ebrei e per gli israeliani (in Ucraina vivono 200.000 ebrei).

     

    Il ministro degli esteri Yair Lapid è molto preoccupato per la situazione e ha sollecitato i cittadini israeliani a lasciare l’Ucraina anche su Twitter:  “Deve essere fatto ogni sforzo affinché gli israeliani capiscano che i soccorsi tardivi possono essere complicati e pericolosi. Non è necessario correre rischi inutili.”

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