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    L’importanza della campagna vaccinale: i fatti (al netto delle opinioni)

    Il rapido diffondersi in 10 regioni italiane della variante Covid Delta Plus, doppiamente contagiosa, impone una riflessione sull’importanza della campagna vaccinale.

    In Italia, grazie soprattutto alla vaccinazione, siamo passati da circa mille morti giornalieri a poche decine e in tutto il mondo la mortalità per Covid è inversamente proporzionale alla quota di popolazione vaccinata. Questi i fatti al netto delle opinioni.

    La variegata comunità contraria al vaccino, poco numerosa ma molto rumorosa e onnipresente sui social, diffonde notizie stravaganti che rendono omaggio più alla fantasia che alla serietà di chi le scrive.

    La critica degli oppositori al vaccino si concentra soprattutto su due punti: 1) il vaccino è inutile perché esaurisce la sua efficacia nel tempo. 2) Anche i vaccinati si contagiano e trasmettono a loro volta il contagio.

    Punto 1): Anche i vaccini per il tetano, la polio, la difterite, l’epatite B e la pertosse necessitano di 3 dosi nel primo anno e di un richiamo dopo 6 anni. E allora dov’è lo scandalo se dopo 6 mesi dalla seconda dose del vaccino Covid è necessaria una dose di richiamo?

    Punto 2): È vero che anche i vaccinati possono contagiarsi, ma con un rischio minimo di finire in ospedale o peggio intubati. Ed è altresì vero che i vaccinati possono trasmettere il contagio ma questo avviene “a bassa carica virale” quindi con un basso impatto socio-sanitario.

    L’invito quindi è quello di concludere al più presto il ciclo vaccinale compresa la terza dose.

    È consigliabile il vaccino Covid per i bambini al di sotto dei 12 anni nei quali il contagio ha un decorso quasi sempre favorevole? Qui il discorso è più delicato e si comprendono le preoccupazioni dei genitori che hanno già sottoposto i loro figli ad almeno 10 vaccinazioni obbligatorie.

    Purtroppo stanno arrivando i primi risultati epidemiologi sugli effetti dei contagi in questi soggetti, in apparenza asintomatici o paucisintomatici, e questi primi dati ci allarmano perché indicano che il virus può provocare alterazioni cardiache e polmonari il cui esito nel tempo non è conosciuto.

    Per questo in Israele è stata avviata una campagna, su base volontaria, per vaccinare le fasce di età sotto gli 11 anni: non conosco altre nazioni al mondo dove i bambini rappresentano una monarchia assoluta come in Israele dove scuole, edifici, parchi, spiagge etc. sono tutti a misura dell’infanzia. Se lì hanno adottato la decisione di vaccinarli vuol dire che va in direzione della difesa dei bambini.

    La vocazione al martirio è estranea alla tradizione ebraica, figuriamoci se rivolta ai bambini, noi brindiamo con l’inno alla vita: “Lechaim!”

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