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    L’Italia dice no a Durban 4, vergognoso festival dell’antisemitismo  

    Anche l’Italia ha annunciato che non parteciperà alla conferenza dell’Onu chiamata Durban 4, unendosi in questa scelta a Stati Uniti, Canada, Australia, Regno Unito, Israele, Ungheria, Croazia, Olanda, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Bulgaria, e portando così finora a 14 i paesi che hanno rifiutato di partecipare. Ma resta ancora un po’ di tempo perché l’elenco si allunghi: la riunione è prevista per il 22 settembre presso la sede delle Nazioni Uniti a New York. La decisione dell’Italia di non partecipare era stata richiesta con forza da tutto il mondo ebraico, incluso il nostro giornale, e anche da parecchi altri intellettuali e politici. 

     

    Perché fosse giusto, anzi obbligatorio non partecipare a questa conferenza è presto detto. Durban 4 è stata convocata per ricordare e celebrare il ventesimo anniversario della conferenza internazionale contro il razzismo che si tenne a Durban in Sudafrica nel settembre 2001, appena una settimana prima degli attentati alle Torri Gemelle. Naturalmente non c’è nulla di male in una riunione contro il razzismo, anzi in particolare per gli ebrei ogni iniziativa su questo tema è certamente importante e benvenuta: nessuno forse ha sofferto più del popolo ebraico della maledizione del razzismo. 

     

    Il fatto è però che Durban, preparata da una commissione presieduta da Gheddafi e avendo come principale oratore Arafat, non fu affatto una conferenza contro il razzismo, ma quasi solo contro Israele e il Sionismo, in definitiva contro gli ebrei, accusati anche nel comunicato finale ufficiale  di essere razzisti e assassini e ancor più continuamente bersagliati con i più sanguinosi insulti e le peggiori insinuazioni negli incontri non ufficiali delle Ong. Non vi era stato un simile festival dell’antisemitismo dal tempo del voto all’Assemblea Generale dell’Onu della mozione che equiparava il sionismo al razzismo (1975) o forse dal congresso in cui Hitler annunciò le leggi antisemite di Norimberga (1935). Hitler è stato sconfitto, il voto del 1975 all’Assemblea Generale dell’Onu è stato sconfessato con un altro voto della stessa Assemblea nel 1991. Alla conferenza di Durban è invece seguita una Durban 2, poi una Durban 3, e ora siamo arrivati alla quarta edizione, sempre con gli stessi temi e con le stesse tesi, anche se con assai meno seguito. La maggioranza automatica antisraeliana delle Nazioni Unite continua a produrre questi mostri diplomatici, che non corrispondono alla verità e neppure alle effettive relazioni internazionali, che negli ultimi vent’anni si sono molto evolute nel senso del riconoscimento di Israele e del suo buon diritto, anche se le istituzioni internazionali stentano a prenderne atto. 

     

    Sui vari conflitti in atto nel Medio Oriente si può pensarla naturalmente in diverse maniere; ma ogni tentativo di delegittimare lo Stato di Israele e di progettare la sua distruzione non è un’opinione legittima, bensì propaganda antisemita. Per questa ragione che l’Italia si sia sottratta a Durban 4 non è bene solo per Israele e per gli ebrei, ma anche per l’Italia stessa, per la sua integrità politica e morale. Il merito va attribuito al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al Presidente del Consiglio Draghi, e forse anche al Presidente della Repubblica Mattarella, tradizionalmente sensibile ai problemi che riguardano l’immagine internazionale dell’Italia e anche l’antisemitismo. Come ci siamo permessi di interpellarli di persona un paio di settimane fa su questo tema, oggi siamo lieti di ringraziarli per la decisione presa.

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