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    L’Onu finalmente si muove. ‘Invita’ Autorità Palestinese a eliminare antisemitismo dai libri di scuola e dai mezzi di informazione

    La Commissione per l’eliminazione delle discriminazioni razziali delle Nazioni Unite, riunitasi a Ginevra, ha chiesto all’Autorita’ nazionale palestinese (Anp) di eliminare tutti i riferimenti all’antisemitismo nei libri di testo in uso nel Paese e in tutti i comunicati ufficiali. “Molte relazioni di Organizzazioni non governative hanno evidenziato pregiudizi e incitamento all’odio antisemita e anti-israeliano– ha detto Chinsung Chung, membro della Commissione – che emergono in particolare nei media palestinesi e nei discorsi dei suoi funzionari statali. Puo’ l’Autorita’ palestinese fornire una spiegazione a questo proposito?” Un altro membro della commissione, Silva Albuquerque, ha dichiarato di essere stata informata dalle Ong di esempi di razzismo e antisemitismo dell’Anp, in particolare nei suoi libri scolastici, chiedendo contestualmente alla delegazione palestinese come abbia affrontato questo problema. Il rappresentante del ministero degli Esteri dell’Anp, Ammar Hijazi, che ha guidato una delegazione di oltre una dozzina di funzionari, ha subito reagito, definendo “deplorevoli” le accuse di incitamento all’odio razziale. “Non discriminiamo nessuno dei nostri cittadini in base all’etnia, alla religione o al sesso. Siamo uno stato che sta cercando di trovare la sua strada e sta ancora formulando le sue leggi”, ha detto Hijazi. Il delegato palestinese ha anche accusato i membri della commissione di dare valore alle accuse di alcune Ong che sono state “fondate e finanziate per negare ai palestinesi i loro diritti e diffondere falsita’ su di loro”. “Per loro – ha continuato Hijazi – e’ un problema anche solo accettare che la Palestina sia uno Stato”. Hillel Neuer, direttore esecutivo dell’Un Watch, ha dichiarato al Jerusalem Post che e’ stato un peccato che i palestinesi abbiano cercato di eludere la loro responsabilita’. Prima della riunione di martedi’, diverse Ong avevano fornito alla Commissione elementi e informazioni circa casi di incitamento all’odio e antisemitismo nell’Autorita’ palestinese. In particolare, la consulente legale dell’Onu Watch, Dina Rovner, ha detto alla commissione che i media dell’Anp “perpetuano stereotipi antisemiti come il fatto che gli ebreisono avidi, che fanno parte di una cospirazione per controllare il mondo, che avvelenano i palestinesi e rubano i loro organi; i media palestinesi inoltre trasmettono canzoni e video che promuovono l’uccisione di ebreiisraeliani“. 

    Durante la riunione, per oltre due ore, i rappresentanti della delegazione palestinese sono stati incalzati con una serie di domande incentrate in modo specifico su come intendono agire per proteggere i membri della comunita’ ebraico-israeliana e come eliminare ogni traccia di odio antisemita dalla loro societa’. Sono stati chiesti anche dati e informazioni sulla situazione delle minoranze in Palestina. Il coreano Chung, ad esempio, ha formulato domande in particolare sul trattamento riservato ai drusi e ai circassiani. Sono infine stati posti quesiti sulla tratta di esseri umani e sulla discriminazione nei confronti delle donne, anche per quanto riguarda il matrimonio, la violenza domestica e le leggi sulla proprieta’. L’Onu non riconosce la Palestina come Stato membro. Dalla sua designazione nell’Onu nel 2012 come Stato non membro, tuttavia, l’Autorita’ palestinese ha avuto il diritto di firmare trattati e convenzioni, come quello sulla discriminazione razziale. Ha gia’ firmato sette dei nove trattati delle Nazioni Unite sui diritti umani che richiedono una revisione dei suoi diritti umani, proprio come se si trattasse di uno Stato membro. 

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