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    La risposta di Art Spiegelman al divieto del graphic novel ‘Maus’


    Questa sera parlerà a più di 3mila persone in live streaming e nei prossimi giorni sarà ospite di varie organizzazioni ebraiche e non.  Così Art Spiegelman ha deciso di intervenire, dopo il terremoto scaturito dalla decisione di un consiglio scolastico del Tennessee di vietare la lettura del suo graphic novel sulla Shoah, ‘Maus’, Premio Pulitzer 1992. 

    Il racconto a fumetti, pubblicato in due volumi, riporta le vicende dei genitori di Spiegelman durante la Shoah attraverso disegni di animali: gli ebrei come topi e i nazisti sono gatti.  Lo scorso 10 gennaio, il consiglio del distretto scolastico della contea di McMinn, nel Tennessee, ha votato all’unanimità l’esclusione del libro, finora utilizzato dagli insegnanti nei corsi sulla Shoah, poiché considerato inadatto agli studenti di terza media a causa “dell’uso di alcune parolacce, di violenza e della presenza di un personaggio nudo” (anche se disegnato come un topo).

     La decisione ha lasciato senza parole e provocato molte critiche. Neil Gaiman, autore britannico di successo, ad esempio, ha commentato: “C’è solo un tipo di persone che voterebbero il divieto di ‘Maus’, in qualsiasi modo si definiscano oggi…”.

    La diffusione della notizia del divieto del testo ha portato lo stesso Spiegelman a ripristinare incontri e conferenze a riguardo e, inoltre, alcune librerie hanno distribuito gratuitamente le copie di ‘Maus’, andato in sold out anche su Amazon.


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