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    Nathan Sharansky e l’ex rabbino capo di Mosca Goldschmidt si sono espressi sulla possibile chiusura dell’Agenzia Ebraica

    Natan Sharansky, ex capo dell’Agenzia Ebraica e uno dei refusenik più famosi, ha elogiato il primo ministro Yair Lapid per aver preso una linea dura sulle minacce russe di chiudere l’organizzazione israeliana, e per aver preso una posizione più netta sul conflitto in Ucraina. “Ha portato Israele fuori dalla vergogna globale”, ha affermato Sharansky al sito di notizie Ynet, parlando di Lapid.

     

    “La Russia sta cercando di fare pressioni su chiunque per minare le sanzioni occidentali” ha detto l’ex capo dell’Agenzia Ebraica spiegando il motivo della presa di posizione da parte del governo russo. 

     

    A una settimana dalla notizia della richiesta ufficiale delle autorità russe di  “sciogliere” tutte le operazioni della Sochnut nel Paese, il premier israeliano Lapid ha avvertito la Russia che la chiusura dell’organizzazione avrebbe influito negativamente sui legami tra i due paesi, e ha incaricato il ministero degli Esteri di elaborare linee d’azione specifiche che Israele potrebbe intraprendere se la Russia dovesse portare a termine i suoi piani dichiarati per chiudere le operazioni.

     

    Nella giornata di ieri un team legale mandato dal governo sarebbe dovuto partire per Mosca, tuttavia le autorità russe non stanno concedendo visti per consentire agli avvocati israeliani  di entrare nel paese, riferiscono i media ebraici. La squadra, che sarebbe dovuta partire da Tel Aviv, fa parte dello sforzo israeliano per convincere la Russia a non chiudere l’Agenzia Ebraica.

     

    “La Russia sta combattendo una guerra di logoramento contro Israele”, ha affermato Channel 12 citando un alto funzionario.

     

    Anche l’ex rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt, che ha fatto ufficialmente l’Aliyah dopo essere scappato dalla Russia a causa delle pressioni del governo poco prima dello scoppio della guerra, si è ufficialmente scagliato contro le autorità russe, sostenendo che i loro sforzi avranno un effetto boomerang e alla fine incoraggeranno più ebrei a immigrare in Israele. 

     

    “Ciò che l’Agenzia Ebraica non è riuscita in quanto a incoraggiamento all’emigrazione, lo ha fatto il governo russo, con le sue politiche negli ultimi mesi e con i combattimenti in Ucraina”, ha dichiarato Goldschmidt in una nota.

     

    Secondo i funzionari russi l’Agenzia Ebraica sta istigando una “fuga di cervelli” dal paese, cercando specificamente ebrei istruiti e incoraggiandoli a emigrare. “Se la Russia vuole fermare la fuga dei cervelli e fermare l’esodo dei suoi figli migliori, c’è un modo semplice per farlo: fermare immediatamente la guerra”, ha affermato.

     

    Le azioni intraprese dalla ministero della Giustizia russo tuttavia non sembrano coinvolgere solamente l’Agenzia Ebraica. Secondo quanto appreso dal Jerusalem Post infatti, diverse organizzazioni ebraiche che operano in Russia si trovano in una situazione simile a quella dell’Agenzia Ebraica, in particolare quelle finanziate tramite fondi esteri, come quelli americani e israeliani, come per l’appunto la Sochnut. Le organizzazioni ebraiche considerate locali, senza alcun finanziamento o influenza straniera, non hanno ricevuto alcuna lettera di ammonimento e possono continuare ad operare liberamente, sebbene molte di loro scelgano ancora di mantenere un basso profilo pubblico.

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