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    Olanda: avvio all’indagine sulla restituzione di oltre 3000 opere d’arte

    Mentre il governo Polacco pone restrizioni sulle restituzioni dei beni depredati agli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, l’Olanda verifica le origini di migliaia di opere d’arte trafugate dai nazisti.  Gli oggetti che non potranno essere tracciati, saranno restituiti alla comunità ebraica locale. Lo ha annunciato venerdì scorso il governo.

     

    Si tratta di un totale di 3.040 oggetti, che appartengono ad una collezione di opere d’arte restituite al paese dopo la guerra. Dal 2007 non è stata condotta una ricerca adeguata sull’origine delle opere.

     

    «Dobbiamo continuare nel nostro impegno per restituire ai legittimi proprietari i beni culturali che sono stati involontariamente persi o ottenuti illegalmente durante la seconda guerra mondiale, – ha affermato il ministro della Cultura Inge Van Engelshoven in una nota – Ci riusciremo attraverso una ricerca sistematica e una comunicazione più efficace».

     

    La ricerca delle informazioni sulle origini degli oggetti e sui proprietari partirà l’anno prossimo. E se non sarà possibile approfondire e arrivare ad una conclusione, le autorità locali decideranno assieme al Consiglio centrale ebraico cosa fare delle opere, che potrebbero essere consegnate alle comunità, ai musei o alle istituzioni ebraiche.

     

    L’iniziativa pone l’avvio ad una “politica di restituzione potenziata”, che vede un investimento economico di 1,5 milioni di euro per i prossimi quattro anni.

     

    Sino ad oggi la verifica dell’origine di un’opera d’arte veniva avviata solo con la presentazione di una richiesta di restituzione, o se i ricercatori del Centro per la restituzione di oggetti di valori avviavano un’indagine. La notizia è stata riportata dal sito Times of Israel.

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