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    Alle Terme di Diocleziano presentata la mostra sull’attentato del 9 ottobre 1982

    Ricordare la tragedia dell’attentato del 9 ottobre 1982 alla
    Sinagoga di Roma e farla conoscere alle giovani generazioni: questi gli obiettivi
    con cui la Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna (Fscire) insieme al
    B’nai B’rith e al Comitato per gli anniversari di interesse nazionale della
    Presidenza del Consiglio dei ministri ha voluto organizzare una mostra
    all’interno del Museo Nazionale Romano, alle Terme di Diocleziano.

    La mostra “9 ottobre 1982 | Attentato alla Sinagoga | Storia
    visuale di un delitto impunito” sarà inaugurata domenica 9 ottobre e sarà
    visitabile fino all’11 novembre 2022. È stata presentata da Alberto Melloni, segretario della Fondazione per le Scienze Religiose e responsabile del progetto “9 Ottobre 1982. Memoria, Storia e Racconto di un delitto dimenticato”, questa mattina alle
    autorità e alla stampa.

    “La mostra si basa su una doppia realtà: quella dell’emozione e
    quella del rigore scientifico” ha spiegato Stéphane Verger, direttore del Museo
    Nazionale Romano, che si è augurato che l’esposizione venga vista in
    particolare dai ragazzi.

    Parlando di questa iniziativa e dell’intero progetto, il Rabbino
    Capo di Roma Riccardo Di Segni ha posto l’attenzione sulla sua importanza per
    la memoria di quel tragico giorno. “L’evento ha ferito profondamente la
    comunità e avrebbe dovuto ferire l’intera società” ha affermato. Proprio quanto
    accaduto secondo il Rabbino Capo “fa riflettere sul tema della convivenza”.

    La Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello ha
    ribadito come sia di assoluta importanza che “il 9 ottobre non venga mai
    dimenticato”, e quindi sia fondamentale “rendere onore e dignità alla memoria
    di Stefano”.

    Il percorso della mostra inizia da lontano: un labirinto fatto di
    teli retroproiettati, che attraverso immagini, pagine dei quotidiani, dispacci,
    note di polizia, atti giudiziari, informative di intelligence e vecchi giornali
    collegano i luoghi del rastrellamento del ghetto di Roma del ‘43 con
    l’attentato al Tempio Maggiore del 1982.

    Nella mostra è presente anche il celebre discorso “J’accuse” di
    Bruno Zevi, pronunciato al Consiglio comunale di Roma all’indomani
    dell’attentato: sono disponibili solamente pochi fotogrammi e grazie al
    contributo di Shalom sarà possibile ascoltarlo attraverso la voce dell’attore
    Francesco Martucci.

    Per l’occasione è stato presentato dal direttore Ariela Piattelli
    anche il numero speciale di Shalom in occasione del 40esimo anniversario, tradotto
    anche in inglese. “Vogliamo che la memoria venga condivisa anche oltre i
    confini” ha sottolineato Piattelli.

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