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    Scoperti resti di una sinagoga durante una ristrutturazione in Crimea

    Durante i lavori di ristrutturazione di un ospedale a Lugorsk, in Crimea, gli operai hanno scoperto simboli ebraici all’interno di un edificio della metà del XIX secolo che era stato nazionalizzato e chiuso dal governo. In epoca sovietica fu trasformato in magazzino, poi bombardato durante la seconda guerra mondiale. Lo riferisce la stampa ebraica internazionale.

     

    Un’arcata centrale con una finestra e un Maghen David, la stella ebraica, sono alcuni dei resti scoperti durante la ristrutturazione. Gli storici sanno che quell’edificio era precedentemente utilizzato come sinagoga, ma non si aspettavano vi fossero ancora resti.

    Si sa molto poco della storia delle sinagoghe di quella regione. Ad esempio, nella città di Simpferopol c’erano circa dodici sinagoghe, ma non c’è quasi nessuna documentazione di esse.  La maggior parte delle sinagoghe e delle istituzioni educative nella penisola di Crimea erano state distrutte all’inizio della seconda guerra mondiale, quando l’Armata Rossa aveva bombardato l’area per fermare l’avanzata dei nazisti. Le poche sinagoghe rimaste non sono state ancora tutte restituite alla comunità ebraica locale.

     

    Dopo la scoperta degli elementi ebraici, le autorità si sono rivolte al rabbino di Crimea, rabbino Yechezkel Lazar, che, in consultazione con suo padre, il rabbino capo di Russia, Berel Lazar, ha raggiunto un accordo con l’amministrazione per rinnovare il luogo nel rispetto e preservare tutti i simboli ebraici. Sono state apportate modifiche al piano di costruzione al fine di preservare gli elementi architettonici scoperti.

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