Skip to main content

Ultimo numero Marzo-Aprile 2024

Scarica il Lunario 5784

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati

    Torino. Frase shock a un bambino con la kippah: “In altri anni ti avremmo bruciato”

    “Peccato che non siamo in anni
    precedenti o ti avremmo potuto bruciare”. Questa la frase antisemita che un
    bambino di undici anni con la kippah si è sentito dire durante una festa di
    compleanno da un suo coetaneo tra le risate degli altri compagni.

    L’episodio è avvenuto a Torino e
    a raccontarlo il presidente della Comunità ebraica locale, Dario Disegni, durante
    l’audizione alla commissione Segre del Comune.

    “Mi chiedo dove sentano certe
    cose i bambini e quale sia il ruolo delle famiglie” ha detto Disegni.  “Purtroppo – ha aggiunto – l’antisemitismo è un fenomeno in aumento a
    livello internazionale e la percezione degli ebrei in Europa è di crescente
    insicurezza. Circa il 10% degli italiani è censito come antisemita, ma c’è un
    antisemitismo serpeggiante molto superiore”.

    “Le due armi fondamentali per
    vincere l’antisemitismo e l’odio sono l’educazione e la cultura” ha affermato
    Disegni, che, riferendosi al rapporto di Amnesty international presentato ad un
    convegno, svoltosi nelle scorse settimane, ha poi ribadito l’allarme per “la
    demonizzazione dello Stato di Israele, e non intendo la libera dialettica su
    scelte politiche, che è oggetto di discussione anche fra i cittadini
    israeliani. È una cosa che ci preoccupa. Se si fanno eventi, in cui si accusa
    Israele di essere uno Stato razzista e che pratica l’apartheid, si fanno accuse
    infamanti, storicamente false e che finiscono per spostare l’odio verso Israele
    nei confronti delle comunità ebraiche. Sono atteggiamenti che ci
    preoccupano”.

    CONDIVIDI SU: