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    “Un governo Cer che esprima la volontà degli elettori” – Intervista ad Antonella Di Castro, candidata presidente di Per Israele

    Un governo della Comunità Ebraica di Roma che rispecchi quanto espresso dagli elettori, anche in termini di proporzioni. Così Antonella Di Castro, candidata presidente di Per Israele, che con uno scarto di 51 voti rispetto alla lista Dor va Dor è la seconda lista più votata alle elezioni del 18 giugno, vede la composizione della nuova leadership della Cer.



    Antonella Di Castro, la lista Per Israele avrà nel nuovo Consiglio Cer 10 seggi, come Dor va Dor, mentre Ha Bait ne avrà 7. Come interpreta il risultato elettorale?


    È un risultato molto chiaro. La lista Per Israele ha raggiunto il 36%, dunque 10 seggi, lo stesso numero della lista Dor va Dor. Abbiamo avuto un ampio consenso determinato dalla spinta di rinnovamento proposto agli elettori, espresso sia nei contenuti sia dalle formazione dei candidati (nuove professionalità, giovani e donne) scelte tutte premiate dal voto  con la relativa elezione. Per Israele è la lista che nel nuovo consiglio porterà 5 donne e 3 giovani under 35 a contribuire al futuro della nostra comunità, questo lo consideriamo un risultato eccellente per tutti noi. Una grande fiducia alla nostra lista è stata espressa anche alla consulta, organo fondamentale per la gestione Cer, che di fatto vede Per Israele la lista più votata.



    Victor Fadlun, il candidato presidente della lista Dor Va Dor, che ha ottenuto il maggior numero di voti, auspica ad un governo di larghe intese. Lei è d’accordo con questa visione?


    È doveroso riconoscere a tutti i candidati eletti il diritto di avere un ruolo nel nuovo governo, rispecchiando l’espressione del voto. Ognuno con la sua visione, nel rispetto dei principi di ciascuna lista. Cercheremo condivisione senza abdicare ai valori che appartengono alla nostra comunità perché crediamo che siano proprio questi ad aver garantito la continuità della presenza ebraica a Roma. Dunque consenso a larghe intese con rappresentatività su base proporzionale.



    Come state affrontando la fase della formazione del nuovo governo Cer?


    Il criterio si basa sulla volontà di formare un governo capace di far crescere la Comunità in ogni ambito, non solo di “portarla avanti”. 

    Credo  che il rispetto dei valori sia fondamentale per questa crescita, assieme alla scelta delle competenze che possano affrontare le sfide di oggi. D’altra parte questo ci chiede una buona parte degli elettori, che ha scelto di votare Per Israele: continuità in termini di valori e anche innovazione. Quindi questa è la direzione in cui ci muoviamo, senza dimenticare il ruolo fondamentale del Rabbino Capo e avendo chiaro che la nostra comunità è prima di tutto un ente morale.

    Per Israele, Dor va Dor e Ha Bait hanno visioni differenti su molti temi. State cercando punti d’incontro?


    Vogliamo garantire che il prossimo governo rispecchi l’espressione del voto degli elettori, è importante farlo nelle giuste proporzioni. Certamente la costruzione del nuovo governo deve partire dalla ricerca di un terreno comune su cui lavorare. In ogni caso non possiamo dimenticare che se le competenze sono importanti, queste non rappresentano l’unica visione, ci sono le idee e i principi condivisi con i nostri elettori.


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