Skip to main content

Ultimo numero Novembre – Dicembre 2025

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati







    ROMA EBRAICA

    Alberto Mieli, l’infaticabile testimone della Shoah. Tempio Maggiore, 8 ottobre 2001

    Alberto Mieli (Roma, 22 dicembre 1925 – Roma, 29 maggio 2018) era affettuosamente chiamato “Zi’ Pucchio” – un titolo che esprimeva l’amore e il bisogno di sentirlo vicino, fisicamente e spiritualmente.

    Fu arrestato il 4 febbraio 1944 per tre francobolli trovati in tasca, ottenuti dai ragazzi della Resistenza. Questo fu sufficiente a scagliarlo nell’inferno della Shoah. Liberato dal campo di concentramento di Mauthausen il 5 maggio 1945, fece ritorno a Roma il 29 maggio 1945.

    I suoi occhi parlavano prima ancora delle sue parole. Il racconto di ciò che aveva vissuto scorreva lento quando descriveva l’orrore indescrivibile: ogni parola era un masso che colpiva la coscienza degli ascoltatori: uomini impazziti per la fame che mangiavano topi. Le bastonate ai bambini e agli anziani. Gli stupri alle donne ebree. Il tiro a bersaglio sui piccoli lanciati in aria e poi colpiti a morte. Segni di ordinaria follia che divenivano quotidianità.

    Dolore e sofferenza che Alberto non smise mai di raccontare, affinché le generazioni future sapessero.

    Nella foto lo vediamo portare il Sefer il giorno di Hoshanà Rabbah nel Tempio Maggiore di Roma.

    Che il tuo ricordo sia di benedizione! זכרונו לברכה

    Fonte: Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma “Giancarlo Spizzichino” – Archivio Fotografico

    CONDIVIDI SU: