Skip to main content

Ultimo numero Novembre – Dicembre 2025

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati







    ROMA EBRAICA

    La “Scoletta”. Il Tempio Spagnolo e le sue Iscrizioni

    Alla fine dell’Ottocento, l’Università Israelitica di Roma (la Comunità secondo la denominazione dell’epoca), in seguito all’inaugurazione del Tempio Maggiore di Roma (1904), decise di demolire le antiche sinagoghe del ghetto (le Cinque Scole: Castigliana, Catalana, Nuova, Siciliana e Tempio) e di riservare una sinagoga al rito spagnolo. I riti sefarditi erano celebrati a Roma almeno fin dall’arrivo degli ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492.
    Nel 1908 fu allestito un nuovo edificio dedicato al rito spagnolo presso Lungotevere Sanzio. Successivamente, nel 1932, il Tempio Spagnolo, chiamato anche “Scoletta” per le sue dimensioni ridotte, fu collocato nel piano seminterrato del fabbricato che ospita il Tempio Maggiore, precisamente dove si trova oggi il Museo Ebraico. All’interno sono conservati e utilizzati alcuni arredi provenienti dalle cinque sinagoghe del ghetto.
    L’ingresso del Tempio Spagnolo è caratterizzato da un’immagine in marmo delle Tavole della Legge, probabilmente risalenti al 1784-1785, con sottostante lo stemma della famiglia Ascarelli. Sotto lo stemma si trova un’iscrizione relativa al Salmo 9, versetto 5, seguita dalla frase: “Offerta di Yosef, figlio del rabbino Elia Toscano, 1626”.

     

    Fonti
    • Andrea Yaakov Lattes, “Una società dentro le mura. La comunità ebraica di Roma nel Seicento” (Gangemi Ed., Roma 2021)
    • Fotografia conservata presso l’Archivio Storico “Giancarlo Spizzichino” della Comunità Ebraica di Roma

    CONDIVIDI SU: