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    Olocaustico: non si scherza sulla Shoah, ma si può ironizzare sui meccanismi

    Presentato Mercoledì 15 gennaio presso il Centro Ebraico Il Pitigliani, il libro di Alberto Caviglia, “Olocaustico”, un libro innovativo che mette in guardia dal pericolo delle fake news, dall’antisemitismo e si interroga su cosa accadrà quando scompariranno i sopravvissuti.

    Moderato dal giornalista Franco Di Mare, all’incontro, organizzato dal Centro Ebraico Il Pitigliani, insieme al Centro di Cultura Ebraica, Delet Assessorato ai Giovani e alla Libreria Kyriat Sefer, sono intervenuti Bruno Sed, Presidente de Il Pitigliani, Ruth Dureghello Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Mario Venezia,  Presidente della Fondazione Museo della Shoà, Ruben Della Rocca,  Vice Presidente della Comunità Ebraica di Roma e l’Assessore alla Cultura Giordana Moscati.

    Durante la presentazione sono stati letti dei passi del libro da Giulia Nervi e Niccolò Fermi.

    “Il romanzo di Alberto Caviglia parla di un possibile futuro distopico, ma ne parla con ironia”, ha esordito Franco Di Mare,  “si può parlare con ironia della Shoà? No ma si può ironizzare sui meccanismi.  

    Soltanto un ebreo può parlare della Shoà scherzandoci su. E Alberto lo fa, ma rappresenta anche un futuro che potrebbe realizzarsi, come accade con le fake news.

    Nel libro la percezione della realtà supera la realtà stessa, ma è sulla percezione si fondano spesso le leggi; si passa ad un processo di negazione della Shoà che porterà a dei risultati che il protagonista David non si sarebbe mai aspettato.

    L’aumento di atti antisemiti infatti rischia di cancellare poco a poco la memoria e il protagonista David tenta di salvare la memoria con una bugia, che avrà conseguenze devastanti … ”.

    “Il romanzo affronta il problema del negazionismo, che è anche il motivo per cui il libro è nato”, racconta l’autore, “ogni giorno scompare un sopravvissuto e il ruolo rivestito dagli ultimi sopravvissuti sta cambiando, perché il materiale che abbiamo avuto a disposizione fin ora,  il materiale cartaceo è un qualcosa che oggi viene messo in discussione e crea scetticismo, perciò di fronte  a questa tendenza globale, l’unica soluzione è il testimone in carne ed ossa”.

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