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    Scuola ebraica: torna la storica recita di Purim delle quarte elementari

    Dopo un anno di stop e una recita su video, giovedì 17 marzo è il giorno tanto atteso dagli alunni delle quarte elementari della scuola ebraica Vittorio Polacco: si torna sul palco con il consueto appuntamento della recita. Un modo divertente e istruttivo per raccontare la storia di Purim ai compagni delle altre classi e ai genitori. 

    Rappresentare la vicenda di Ester, Assuero, Mordechai e Aman in maniera creativa è sempre stata una tradizione della scuola ebraica; un modo per gli studenti di interagire con i propri compagni e di esprimersi in un piccolo spettacolo che viene messo in scena a scuola in occasione della festa di Purim e poi a teatro insieme ai genitori.

    “Quest’anno non abbiamo fatto un’unica recita per tutte le classi quarte, perché i contagi sono ancora elevati e non abbiamo voluto rischiare. Gli insegnanti hanno elaborato un copione che ciascuna classe rappresenterà in momenti diversi – spiega a Shalom la Direttrice Milena Pavoncello – La recita sarà giovedì mattina nel cortile della scuola e la replicheremo domenica davanti agli adulti. È un po’ diversa dal solito, in quanto non ci sarà il teatro, ma rispetto all’anno scorso, quando i bambini hanno fatto un video a distanza poi proiettato, almeno si torna in presenza”.

    La tradizione della recita è nata intorno agli anni ’80 come una piccola rappresentazione simbolica. Con il tempo è diventata un’istituzione, un vero e proprio spettacolo che coinvolge i ragazzi, genitori e insegnanti. Grazie alla creatività delle morot si ripercorre la storia della Meghillà di Ester in modo particolare, aggiungendo sempre un tocco di originalità.

    “Inizialmente alla recita partecipava soltanto un gruppo di alunni delle classi quarte e quinte. Poi il Collegio dei Docenti decise di coinvolgere tutti gli studenti delle classi quarte, perché ritenuti abbastanza grandi per poter gestire una recita, mentre le quinte invece dovevano concentrarsi sugli esami – racconta ancora Milena Pavoncello – Questa tradizione non è mai stata interrotta, eccetto che nel 2020, quando siamo andati in lockdown proprio alla vigilia di Purim. 
    Le quarte di allora si erano preparate, avevamo prenotato il teatro, ma purtroppo non è stato possibile farla”.

    “Ogni anno si inventa un nuovo modo di raccontare questa storia e di realizzare uno spettacolo vivace, che abbia sempre un messaggio educativo alla base, che consiste nel rispetto delle mitzvot e della lingua ebraica, che da un po’ di anni a questa parte ha sempre uno spazio nelle rappresentazioni”.

    La recita di Purim si rivela così un momento di incontro e di apprendimento, ma anche una scoperta, con i bambini che si approcciano al laboratorio teatrale e mettono alla prova le proprie capacità, eventuali timori e la collaborazione con gli altri. Diventando i protagonisti assoluti di questa giornata.

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