
Un incunabolo ebraico tra i più antichi al mondo, stampato con ogni probabilità a Roma intorno al 1473, riemerge oggi dal circuito del grande collezionismo internazionale. È una copia rarissima della Guida dei Perplessi (Moreh Nevuchim) di Maimonide, destinata a essere battuta all’asta da Kedem Auctions a Gerusalemme il 24 febbraio 2026, con una base d’asta di 1 milione di dollari e previsioni di vendita che possono arrivare a due o tre volte tanto.
Angelo Piattelli, studioso ed esperto di stampe e manoscritti ebraici, ne sottolinea subito il carattere eccezionale: “un esemplare suggestivo e di particolare pregio”. A colpire non è soltanto la rarità, ma anche lo stato di conservazione: “si tratta di una copia in condizioni eccezionalmente fresche, con ampi margini”, risultato dell’unione di due esemplari distinti, entrambi di altissima provenienza.
Le due copie da cui nasce il volume appartenevano infatti a Felix Guggenheim e a Salman Schocken, figure centrali del collezionismo ebraico del Novecento. In particolare, Schocken, imprenditore ed editore ebreo tedesco, costruì una delle più importanti raccolte di libri ebraici mai assemblate. Come ricorda Piattelli, “Schocken collezionò numerosi incunaboli ebraici, tra le primissime testimonianze della stampa ebraica”, molti dei quali furono donati alla Biblioteca Nazionale di Gerusalemme. Tra questi figurava anche una copia incompleta del Moreh Nevuchim. Non soddisfatto, “la sua passione collezionistica lo spinse in seguito a creare una seconda collezione di incunaboli ebraici, acquistando una nuova copia del Moreh Nevuchim, purtroppo anch’essa mutila”.

Il valore del volume oggi in asta è accresciuto soprattutto dal suo primato editoriale. “Questa edizione è particolarmente rara e preziosa innanzitutto perché si tratta dell’editio princeps, la prima edizione di questo fondamentale testo filosofico”. Ma c’è un altro elemento decisivo: “è uno dei primissimi libri stampati in caratteri ebraici, verosimilmente a Roma intorno al 1473”. Un dato che rafforza il ruolo della capitale come uno dei luoghi di nascita della stampa ebraica. Non a caso, osserva Piattelli, “quasi tutti i bibliografi concordano sul fatto che ancora prima siano stati stampati a Roma otto volumi”.
A sostegno di questa ricostruzione storica, Piattelli ricorda che “Rav Riccardo Di Segni pubblicò circa quarant’anni fa documenti d’archivio che attestano l’esistenza di una o più tipografie ebraiche attive a Roma già alla fine del XV secolo”. La Guida dei Perplessi si inserisce dunque in un contesto romano precoce, ancora in parte da ricostruire, ma cruciale per la storia del libro ebraico.
Al di là dell’oggetto, resta il peso dell’opera. “La Guida dei Perplessi (Moreh Nevuchim) di Maimonide […] è un’opera cardine della cultura mondiale, nella quale si realizza un’armonizzazione tra la fede ebraica e la filosofia aristotelica”, e “rappresenta l’apice del pensiero ebraico medievale”. Un testo che, proprio per la sua ambizione intellettuale, generò reazioni accese: “fin dalla sua apparizione, l’opera suscitò reazioni contrastanti nel mondo ebraico” tra condanne, roghi e divieti, ma anche una circolazione profonda e duratura.
È questa stratificazione – materiale, storica e intellettuale – a rendere la copia che sarà battuta a Gerusalemme qualcosa di più di un raro oggetto da collezione: una testimonianza delle origini della stampa ebraica a Roma e di uno dei momenti più alti del pensiero medievale.












