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    La memoria attraverso la cultura: Liliana Segre in visita al Museo Ebraico di Roma

    Una mattinata speciale al Museo Ebraico di Roma, caratterizzata da una presenza d’eccellenza: quella della Senatrice Liliana Segre, per visitare la mostra “1849-1871 ebrei di Roma tra emancipazione e segregazione.” Un momento speciale, carico di significato, a ribadire l’importanza della memoria storica dell’Italia e dell’ebraismo italiano. Un’accoglienza calorosa e commossa da parte della Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, la Presidente della Fondazione Museo Ebraico di Roma Alessandra Di Castro e la Direttrice del Museo Ebraico di Roma Olga Melasecchi assieme allo staff del museo. A guidare la Senatrice all’interno della storia del Risorgimento ebraico italiano, tra dipinti, sculture e documenti d’archivio, Giorgia Calò co-curatrice della mostra, assieme a Francesco Leone. 

    Al Museo Ebraico la cultura, si impone come strumento universale capace di preservare e veicolare la memoria “Fin dall’inizio del mio cominciare a testimoniare, ho sempre collegato la conoscenza e la cultura alla memoria.  Perché senza cultura e senza conoscenza non ci può essere memoria e si è preda dell’ignoranza dei negazionisti. – ha spiegato Shalom la Senatrice Segre – L’ignoranza in generale porta all’oblio, che a sua volta porta a dimenticare. Non sapere o far finta di non sapere, sono sorelle gemelle, ad un certo punto non si sa dove comincia una e dove finisce l’altra. Quindi è soltanto attraverso la cultura che si può salvaguardare la memoria, e questa mostra è un tassello in più in questa direzione.” 

    Una memoria che si rinnova grazie all’educazione e alla didattica, che anche se cerca di essere messa in discussione dalle recrudescenze negazioniste e dagli scellerati paragoni odierni, tiene testa alla voglia di dimenticare. “Il futuro della memoria è assai difficile: ogni cosa risente degli anni che passano, ed è più facile approfittare dell’inesorabilità del tempo per dimenticare e per negare” ha aggiunto Liliana Segre, che incontrando un gruppo di alunni in visita al quartiere ebraico, ha deciso assieme ad Alessandra Di Castro, di invitarli ad entrare per osservare da vicino la storia degli ebrei romani. Un gesto pregno di significato, che rafforza la responsabilità delle future generazioni verso la memoria del passato. “La memoria è in mano a voi giovani, non c’è speranza per altri vecchi o più in generale altri adulti. Siete solo voi giovani che potete prenderci idealmente per mano e continuare per non dimenticare. Altrimenti quei sei milioni di morti saranno morti invano.” Ha concluso Liliana Segre.

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