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    Roman Abramovich, il grande mediatore tra Russia e Ucraina?

    La notizia ha fatto il giro del mondo, il miliardario Roman Abramovich si è recato in Bielorussia per assistere ai negoziati tra Russia e Ucraina. Secondo quanto ha appreso il Jerusalem Post, il 55enne israelo-russo ha accettato l’invito di Kyiv per partecipare ai delicatissimi colloqui che si stanno svolgendo a Gomel.

     

    Ma chi è Roman Abramovich? Roman Arkadievič Abramovich è un imprenditore e politico russo con cittadinanza israeliana e, secondo le stime Forbes del 2020, l’uomo più ricco d’Israele e il 113° al mondo. 

     

    Nato in una famiglia di origini ebraiche il 24 ottobre del 1966, è rimasto orfano molto presto ed è stato cresciuto dallo zio paterno e da un altro zio che viveva a Mosca. Ha frequentato l’istituto tecnico industriale di Uchta per poi essere arruolato per un breve periodo nell’esercito sovietico.

     

    Alla fine degli anni Ottanta, grazie a una riforma promossa dal presidente Michail Gorbachev che permetteva la nascita di piccole o medie imprese private a costi ridotti, ha fondato una serie di aziende specializzate nel settore del petrolio e dei derivati. Negli anni Novanta inizia la sua ascesa, con l’acquisto di una quota di controllo di Sibneft, una società petrolifera che nel 2002 ha venduto a Gazprom per 13 miliardi di dollari.

     

    Negli anni 2000, Abramovich entra in politica, lavorando in completa simbiosi con Vladimir Putin, ricoprendo per lui la carica di governatore della remota regione artica di Chukotka dal 2001 al 2008 e successivamente dal 2008 al 2013 il ruolo di presidente del parlamento della Chukotka.

     

    Famoso per le sue opere di filantropia, Abramovich è stato premiato dal Forum for Jewish Culture and Religion per aver donato oltre 500 milioni di dollari alle cause ebraiche in Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Portogallo, Lituania, Israele e altrove negli ultimi 20 anni.

     

    Recentemente ha donato 5 milioni di dollari all’Agenzia Ebraica per sostenere gli sforzi per combattere l’antisemitismo a livello globale.

     

    E proprio la lotta all’antisemitismo è stata oggetto di alcune partnership fatte dal Chelsea, club inglese di sua proprietà fino allo scoppio del conflitto in Ucraina. Infatti i Blues hanno formalizzato una partnership triennale con l’ Anti-Defamation League per espandere il proprio Center on Extremism. Lo stesso Abramovich è stato oggetto di messaggi antisemiti durante il conflitto dello scorso maggio con Hamas.

     

    Diversi analisti si sono chiesti il motivo della presenza del magnate russo ai negoziati in Bielorussia. Questi si possono riassumere essenzialmente due: il rapporto tra lui e Putin, e tra lui e le comunità ebraiche in Russia ed Ucraina.

     

    La figura di Abramovich, tra i più carismatici e politicamente coinvolti tra gli oligarchi russi vicini al presidente russo, potrebbe influenzare in qualche modo le sue decisioni, in modo di arrivare facilmente ad un compromesso.

     

    Secondo la Reuters, la decisione da parte di Kyiv di inviare Abramovich a Gomel è stata presa a seguito dei suggerimenti fatti proprio dalla comunità ebraica ucraina.

     

    Alexander Rodnyansky, un produttore due volte candidato all’Oscar e vicino al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo staff, ha detto al quotidiano israeliano che funzionari del governo hanno contattato lui e altri membri della comunità ebraica in Russia e ha chiesto un intervento per cercare di risolvere il conflitto.

     

    La presenza di Abramovich è stata confermata dal suo portavoce, il quale ha affermato che “proverà a dare una mano, ma in questo momento non può dire di più perché il momento è delicato”. Mentre l’ambasciatore dell’Ucraina in Israele, Yevgen Kornichuk, non ha commentato in modo specifico il coinvolgimento di Abramovich nei colloqui, ma ha affermato di apprezzare “chiunque possa aiutare, se ha abbastanza influenza”.

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