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    Gli influencer israeliani e i sopravvissuti spiegano la Shoah ai più giovani tramite i social

    L’iniziativa si chiama “Sharing Memories”, ed ha l’obiettivo di riunire i sopravvissuti alla Shoah e gli influencer israeliani per una serie di storie su Instagram rivolte al pubblico più giovane durante Yom Hashoah. Il progetto è al suo secondo anno, ed è nato dal colosso dei media Facebook (Meta) in vista della giornata annuale di commemorazione delle vittime della Shoah, conosciuta in Israele come Yom Hashoah. Una commemorazione che onora la memoria di sei milioni di ebrei uccisi durante la Seconda guerra mondiale.

     

    Per il progetto, le celebrità israeliane gestiranno una serie di storie su Instagram basate su incontri e interviste con sopravvissuti alla Shoah per raccontare le loro storie ai followers sui social media. Le stories, una popolare funzionalità di Instagram in formato verticale che consente agli utenti di caricare video, foto, emoji e animazioni, verranno postate a partire da mercoledì sera e saranno disponibili per tutto il giorno successivo.

     

    Sharing Memories ha lo scopo di esporre il pubblico più giovane – secondo le statistiche oltre la metà del miliardo di utenti globali di Instagram ha un’età compresa tra 13 e 34 anni – alle storie reali dei testimoni sopravvissuti alla Shoah tentando di aumentare la consapevolezza sulla memoria della Shoah e facendo al contempo luce sulla condizione di molti sopravvissuti in Israele, alcuni dei quali vivono al di sotto della soglia di povertà. Il progetto è condotto in collaborazione con l’organizzazione umanitaria israeliana Latet, che sostiene alcuni sopravvissuti attraverso il suo programma Aid for Life, un’iniziativa che fornisce supporto medico, fisico ed emotivo specifico per i sopravvissuti.

     

    Israele ospita attualmente circa 165.800 sopravvissuti alla Shoah, di cui circa 50.000 ricevono un reddito supplementare dallo stato, secondo quanto riportato gli ultimi dati dell’Autorità per i diritti dei sopravvissuti, un dipartimento del Ministero dell’uguaglianza sociale.

     

    Le celebrità e i contenent creator che aderiscono al progetto Sharing Memories includono la cantante e influencer Anna Zak, la modella e attrice israeliana Yael Shelbia, le pop star Static e Ben-El (Liraz Russo e Ben-El Tavori) e l’attrice israelo-americana e scrittrice Noa Tishby, recentemente scelta come inviata speciale del paese per la lotta all’antisemitismo e alla delegittimazione di Israele. Parteciperanno anche numerose organizzazioni, come la stazione radio Galgalatz il popolare programma televisivo notturno Hazinor.

     

    L’anno scorso, il progetto ha totalizzato complessivamente 3,1 milioni di visualizzazioni riuscendo a raccogliere molti Shekel in donazioni per i sopravvissuti alla Shoah, come riferito da Meta Israel. Maayan Sarig, capo delle comunicazioni di Meta Israel, ha detto al Times of Israel lunedì in un’intervista telefonica che l’idea è quella di esporre le giovani generazioni alle storie dei sopravvissuti alla Shoah per incrementare la conoscenza della storia. “Diciamo sempre “mai più”, ma abbiamo anche l’obbligo di trasmettere queste storie e dobbiamo coinvolgere le generazioni più giovani per farlo. Per loro, la Shoah è un evento storico di cui vengono a conoscenza solo a scuola”, ha spiegato Sarig.

     

    Sebbene la campagna si rivolga al pubblico israeliano, e in particolare agli adolescenti, i dati sulla conoscenza delle vicende alla Shoah nelle nuove generazioni fuori da Israele sono estremamente preoccupanti. Un sondaggio del 2020 condotto dalla Claims Conference on Jewish Material Claims Against Germany negli USA ha rilevato una “preoccupante mancanza di conoscenze di base sulla Shoah” tra gli adulti americani di età inferiore ai 40 anni. Il rapporto afferma che il 63% di tutti gli intervistati nazionali, di età compresa tra 18 e 39 anni, non sapeva che sei milioni di ebrei furono assassinati durante la Seconda guerra mondiale. Inoltre, secondo il rapporto, il 48% degli intervistati “non sapeva nominare neppure uno degli oltre 40.000 campi di concentramento o ghetti” allestiti dai nazisti e dai collaboratori locali in tutta Europa durante la Seconda guerra mondiale.

     

    Lo stesso sondaggio ha rilevato che circa la metà degli intervistati ha sostenuto di essere stata esposta a contenuti di negazione della Shoah o distorsioni sui social media. Uno studio separato del 2020 del Pew Research Center ha evidenziato che metà degli adulti americani non era a conoscenza dei fatti di base riguardanti il nazismo e la Shoah, incluso il numero di ebrei uccisi e il modo attraverso cui i nazisti salirono al potere.

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