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    I resti di una pianta millenaria fanno luce sui cambiamenti climatici in Israele

    Circa 20.000 anni fa, gli inverni in Israele erano più freddi, mentre il livello delle precipitazioni era simile a quello attuale. Un gruppo di ricercatori è riuscito a documentare circa dieci millenni di clima nella zona dello stato ebraico. A riportarlo è il Jerusalem Post.

     

    Analizzando i resti botanici da 10.000 a 20.000 anni fa dalla Valle di Hula, nel nord di Israele, gli archeologi dell’Università di Tel Aviv, del Tel Hai College e dell’Università di Montpellier in Francia sono stati in grado di ricostruire come si è evoluto il tempo nel corso di 10.000 anni. I risultati delle ricerche sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Quaternary Science Review.

     

    “Sono stata molto interessata alla ricostruzione ambientale e, analizzando i resti botanici, ho lavorato alla ricostruzione della storia del clima e dell’ecologia della regione, che credo sia una chiave per rispondere a importanti domande sull’evoluzione umana”, ha spiegato la dottoressa Dafna Langgut.

     

    Circa 60 sedimenti vegetali sono stati datati al radiocarbonio da cui sono stati estratti campioni di pollini per un totale di diverse centinaia. Ciò ha permesso ai ricercatori di sviluppare un modello paleo clima basato sul polline.

     

    Il periodo di circa 20.000 anni fa ha segnato il picco dell’ultima era glaciale, e mentre Israele e il Levante non erano coperti di ghiaccio come molte altre aree del mondo, le condizioni climatiche erano diverse da quelle odierne.

     

    Con l’aumento delle temperature, circa 5.000 anni dopo, specie come ulivi, pistacchi e querce divennero più prevalenti nella zona. 

     

    Tuttavia, circa 12.000 anni fa – in un periodo noto come il periodo “Younger Dryas” – il clima cambiò di nuovamente. Mentre in altre aree del mondo il periodo tornò leggermente simile all’era glaciale, dunque, più freddo e secco, nel Levante mutò diventando instabile con intense fluttuazioni.  Le precipitazioni cominciarono però ad esser distribuite durante tutto l’anno, anche in estate, cosa che attualmente è rara da vedere in Israele. Per giunta, questi cambiamenti climatici favorirono lo sviluppo di alberi frondosi nella regione. 

     

    Secondo i ricercatori, l’evoluzione del clima della regione ha offerto un importante contributo nel passaggio dallo stile di vita nomade dei cacciatori- raccoglitori ai primi villaggi stanziali, che vivevano di agricoltura, come testimoniato anche alcuni resti botanici raccolti nel sito di ricerca. 

     

    I campioni sono stati recuperati presso il sito archeologico preistorico del fiume Giordano, Dureijat, situato sulle rive del fiume Giordano nella valle di Hula, il sito è stato scoperto per la prima volta in seguito a un’operazione di drenaggio nel 1999.

     

    Circa 20.000 anni fa, piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori si trovarono all’estremità meridionale del Paleolake Hula, dove identificarono un buon posto per la pesca e la caccia.  Dopo quei primi visitatori, il sito sarebbe rimasto in uso per i successivi 10.000 anni, portando una straordinaria testimonianza di come il clima, la vegetazione, gli animali e, soprattutto, gli antichi abitanti della terra hanno vissuto e sono cambiati nel corso dei millenni.

    Per gettare ulteriore luce sull’evoluzione del clima nella regione, i ricercatori stanno attualmente lavorando su un altro sito archeologico, un ex lago nel Negev, con sedimenti botanici risalenti a circa 1,5 milioni di anni. “Comprendere la storia dei cambiamenti climatici può fornirci informazioni fondamentali per affrontare le sfide attuali e future legate ai cambiamenti all’emergenza climatica che fronteggiamo oggi” hanno spiegato i ricercatori.

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