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    Yom Tov Kalfon, dalla banlieu di Parigi alla Knesset

    Yom Tov Kalfon è uno dei volti nuovi della XXIV Knesset. La sua presenza nel parlamento israeliano è interessante e il suo percorso merita di essere raccontato. 

    Nato a Sarcelles nella banlieu di Parigi, 33 anni di cui 16 trascorsi in Israele, ha studiato nelle scuole ebraiche francesi, frequentato attivamente i movimenti giovanili Benè Akiva e Betar, all’epoca della seconda intifada. Terminato il liceo Yom Tov ha deciso di seguire la sorella e di compiere l’aliya; prima di arruolarsi in fanteria, ha trascorso alcuni mesi in kibbutz “un’esperienza formativa – ha spiegato nel presentare la sua recente candidatura con Naftali Bennett – che aiuta a comprendere lo spirito autentico dei fondatori dello Stato. Nella mia stanza di ragazzo – ha aggiunto – non c’erano i poster delle rockstar del momento ma i ritratti dei grandi politici israeliani. Sono cresciuto in una famiglia sionista, di origini tunisine, ho sempre desiderato coronare il mio sogno di vivere in Israele e diventare il punto di riferimento per i tanti miei coetanei che decidono di lasciare l’Europa.” 

    All’Università di Bar Ilan Yom Tov ha studiato diritto, è un avvocato affermato che ha scelto di risiedere a Givat Washington, non lontano da Ashdod: “durante la recente Operazione Guardiani delle mura abbiamo ancora una volta compreso quanto straordinario sia l’apporto di Iron Dome per le nostre vite”.

    Yom Tov ha un nome che significa buon giorno e oggi è un giorno importante e significativo del suo percorso politico: “si lo considero la fine di un lungo viaggio durato due anni, in cui svolto una intensa campagna elettorale per essere eletto nelle file di Yemina, – ha dichiarato nei giorni scorsi in una lunga intervista radiofonica a Qalita – ma lo considero anche un inizio del mio impegno di rappresentante della comunità francofona molto numerosa e influente. Non guarderò solo ai francesi ma a tutti i giovani europei che oggi cominciano una nuova vita in Israele”

    Cosa pensa di questo Governo?  “È una coalizione eccezionale per le moltissime sfide che è chiamata ad affrontare. Vedo i partiti politici come le tante anime di una famiglia in cui si litiga ma ci si vuole bene e si guarda tutti al medesimo obiettivo che è il benessere del proprio paese.”

    Le sue parole escono come un fiume in piena, con veemenza e determinazione ripete da settimane: “è necessario abbassare i toni, non siamo qui per fare polemica ma per guardare avanti.” Quali saranno i primi progetti di cui si farà carico di Yom Tov: “sarò certamente un deputato di contatto, di aiuto concreto per affrontare i grandi e i piccoli problemi quotidiani degli oliym che raggiungono Israele dopo lunghi mesi di pandemia. Mi concentrerò sulla loro integrazione nelle grandi aree urbane e nelle zone più periferiche, senza dimenticare l’importanza del riconoscimento del valore legale dei titoli di studio.” Sarà membro della Commissione Aliyà ma non vuole cucirsi addosso solo questo ruolo. “Credo che la riforma della nostra giustizia sia improcrastinabile e vorrei occuparmi della realtà degli insediamenti.”  Un politico a tutto tondo che scalpita e attende di mostrare il suo valore. Beazlacà Yom Yov!

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