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    Al Ministero dell’Istruzione una targa e una mostra in memoria degli ebrei espulsi dalla scuola nel 1938

    Un gesto simbolico importante in un momento particolarmente significativo: al Ministero dell’Istruzione e del Merito è stata inaugurata una targa in memoria degli espulsi dalla scuola italiana “vittime della persecuzione antiebraica e dell’applicazione delle leggi razziali adottate dal regime fascista. Affinché non si perda mai la memoria di quanto accaduto”. 

    La targa, che si trova nella sala antistante la Biblioteca, è stata scoperta in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico e a pochi giorni dal triste anniversario del 18 settembre 1938, quando Mussolini a Trieste proclamò le leggi razziali, primo passo delle discriminazioni e delle persecuzioni degli ebrei in Italia. Prime vittime di queste norme furono gli studenti e, con loro, il personale scolastico e universitario, tra docenti e dipendenti del Ministero. Proprio a loro è andato il pensiero in occasione della scopertura della targa.

    In occasione dell’evento è stata anche inaugurata presso la Biblioteca del MIM la mostra dal titolo “La scuola negata”, che ripercorre la storia dei libri di testo che, con la circolare 33 del 30 settembre 1938 del Ministro dell’Educazione Nazionale, furono eliminati dalle scuole perché gli autori erano ebrei: intellettuali come il matematico Vito Volterra, l’editore Angelo Fortunato Formiggini, il geografo Roberto Almagià non solo furono allontanati dalle loro funzioni, ma l’intera società fu privata delle loro competenze e del loro sapere. Questa esposizione sarà aperta al personale e al pubblico e saranno organizzati laboratori e visite per le scuole.

    Oltre al Ministro Giuseppe Valditara, erano presenti numerosi esponenti dell’ebraismo italiano: Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che ha collaborato all’organizzazione; il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun; la professoressa Tiziana Della Rocca dell’Associazione Docenti Italiani per la Memoria nelle Scuole, che ha proposto l’iniziativa; l’Ambasciatore d’Israele in Italia Alon Bar; l’ex alunno Ugo Foà, che ha subito gli effetti delle leggi razziali e che da anni è impegnato in progetti di testimonianza nelle scuole; diversi consiglieri dell’UCEI e della CER, tra cui gli Assessori CER ai Rapporti Istituzionali Alessandro Luzon, alle Scuole Daniela Debach e alla Memoria Daniele Regard; il Coordinatore Nazionale per la Lotta contro l’antisemitismo Giuseppe Pecoraro; il Capo delegazione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) Luigi Maccotta. Presente anche una delegazione di studenti delle scuole ebraiche di Roma “Angelo Sacerdoti” e “Renzo Levi” accompagnate dai rispettivi docenti, in rappresentanza di quelle categorie colpite dalla discriminazione 85 anni fa.

    “Combattiamo l’antisemitismo e il razzismo non solo oggi, ma tutto l’anno”, ha affermato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha sottolineato come questo sia il primo Ministero a compiere un gesto di questo tipo. Il Ministro Valditara si è soffermato sulla firma indelebile del regime fascista sulle leggi razziali e sull’importanza del ricordo come parte della cultura del rispetto verso l’altro. “La memoria è l’irrinunciabile strumento per la promozione della libertà e della democrazia, i valori fondanti della nostra scuola. Non possiamo dimenticare che 85 anni fa le infami leggi razziali, approvate dal regime fascista, hanno violato diritti fondamentali che costituiscono oggi il pilastro della Costituzione italiana. La scuola repubblicana non esclude, e non discrimina, ma pone al centro la persona, che deve avere la piena possibilità di esprimere i suoi talenti. Ricordare è l’atto più importante che dobbiamo compiere per contrastare l’indifferenza e l’odio”.

    Il Presidente della Comunità di Roma Victor Fadlun è stato visibilmente coinvolto dall’iniziativa. “Nel settembre 1938 fu ordinato a tutti gli studenti ebrei e agli impiegati della scuola di lasciare il proprio posto – ha sottolineato Fadlun – Tra quei bambini c’era anche mio padre, nato nel 1931 a Tripoli. Lui parlava con vergogna del fatto di essere stato istruito a casa”. Fadlun ha citato alcune storie, come quella di Lidia Dell’Ariccia, che inviò una lettera al re Vittorio Emanuele II per pregarlo di restituirle il posto da insegnante, senza che ovviamente la sua richiesta fosse accolta. Ha posto poi attenzione al compiacimento di quegli italiani che videro in questa esclusione un’opportunità, senza tenere conto del fatto che gli ebrei con questa discriminazione perdevano il diritto di sentirsi parte del genere umano. “Il gesto del Ministro Valditara è molto importante – ha concluso Fadlun – tanto più che avviene dopo l’inaugurazione dell’anno scolastico alla scuola elementare ebraica: ho ancora nella mente il canto dei bambini di 6 anni”, una melodia carica di speranza contrapposta a questa dolorosa pagina storica.

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