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    La scomparsa di Nedo Fiano. Il cordoglio della Comunità Ebraica di Roma

    “Mi piange il cuore per la scomparsa di Nedo Fiano. Sopravvissuto a Auschwitz, ha avuto la forza di raccontare l’orrore a intere generazioni. Un esempio di vita per tutti noi. Un abbraccio ad Emanuele Fiano e alla famiglia dalla Comunità ebraica di Roma”, ha scritto in un tweet il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello.

    Il 6 febbraio 1944, all’età di 18 anni, Nedo Fiano fu arrestato dalla polizia fascista mentre passeggiava in via Cavour a Firenze e rinchiuso nel carcere della città per il suo essere ebreo. Successivamente venne trasferito al campo di transito di Fossoli, insieme con altri undici membri della sua famiglia.

    Il 16 maggio 1944 fu deportato, insieme con tutti i suoi familiari arrestati, presso il campo di concentramento di Auschwitz.

    L’11 aprile 1945 fu liberato dalle forze alleate nel campo di concentramento di Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga, unico superstite della sua famiglia.

    «Ciò che ha connotato tutta la mia vita è stata la mia deportazione nei campi di sterminio nazisti. Con me ad Auschwitz finì tutta la mia famiglia, vennero sterminati tutti. A diciotto anni sono rimasto orfano e quest’esperienza così devastante ha fatto di me un uomo diverso, un testimone per tutta la vita», ebbe a raccontare.

    Nel 1997 è fra i testimoni del film-documentario Memoria presentato al Festival di Berlino.

    Nel 2003 ha pubblicato il libro A 5405. Il coraggio di vivere, nel quale ha raccontato la sua esperienza di deportato.

    È stato uno dei consulenti di Roberto Benigni nel film La vita è bella; è apparso in numerosi programmi televisivi di divulgazione e ha preso parte a molti documentari, tra i quali Volevo solo vivere di Mimmo CaloprestiUn treno per Auschwitz di Bruno Capuana, Un giorno qualunque di Hendrick Wijmans.

    Il 7 dicembre 2008 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro, conferitogli dal Comune di Milano. Il 22 maggio 2010 a Pontremoli ha ricevuto il Premio Bancarellino, per il libro Il passato ritorna (Editrice Monti).

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