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    Mondo

    New York, i primi giorni di Mamdani da sindaco tra celebrazioni e polemiche

    Lo scorso 2 gennaio, di fronte a migliaia di newyorkesi radunati nelle fredde strade di Manhattan, Zohran Mamdani ha ufficialmente iniziato il suo mandato come 112° sindaco di New York, in una giornata che resterà segnata tanto per le celebrazioni quanto per le tensioni politiche che ne sono seguite. Mamdani, 34 anni, esponente della sinistra progressista e primo sindaco musulmano nella storia della città, ha infatti introdotto un’agenda di cambiamento già nelle prime ore di governo, annullando diverse misure del suo predecessore Eric Adams relative alla lotta contro l’antisemitismo e alle politiche verso Israele.

    Tra le decisioni più controverse adottate nelle prime ore di mandato c’è stata la revoca dell’ordine esecutivo che aveva adottato, per gli enti municipali, la definizione di antisemitismo elaborata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Questa definizione — utilizzata da diversi governi e istituzioni nel mondo — include anche l’antisionismo e alcune forme di critica nei confronti di Israele come manifestazioni di antisemitismo.

    Inoltre, Mamdani ha annullato misure che impedivano alle agenzie cittadine di aderire a boicottaggi, disinvestimenti o sanzioni nei confronti di Israele, una restrizione che era stata imposta per contrastare iniziative legate al movimento BDS. Queste mosse sono state definite da alcuni critici come un indebolimento della lotta contro l’antisemitismo e una pericolosa apertura a politiche polarizzanti. Il Ministero degli Esteri israeliano ha duramente attaccato il nuovo sindaco definendo le sue decisioni “benzina antisemita gettata su un fuoco acceso”, accusandolo di aver mostrato “il suo vero volto” nel giorno stesso del suo insediamento.

    Alcuni leader e organizzazioni ebraiche, soprattutto di orientamento conservatore, hanno espresso preoccupazione per queste scelte, sostenendo che la cancellazione della definizione IHRA e delle limitazioni ai boicottaggi rischia di indebolire gli strumenti utili a identificare e contrastare l’antisemitismo contemporaneo. I sostenitori di Mamdani hanno accolto positivamente le decisioni. Nonostante le polemiche, il nuovo sindaco ha mantenuto in carica l’Ufficio per la lotta all’antisemitismo e ha ribadito più volte l’impegno dell’amministrazione a proteggere tutte le comunità dalla violenza e dall’odio.

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