
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato l’assegnazione a Boeing di un contratto militare da 8,6 miliardi di dollari per la produzione di nuovi caccia F-15 destinati all’Aeronautica israeliana.
Il contratto, a prezzo fisso, prevede il finanziamento per la progettazione, l’integrazione, i test, la produzione e la consegna di 25 nuovi F-15IA. È inoltre prevista un’opzione per la produzione di ulteriori 25 velivoli dello stesso modello. I lavori si svolgeranno principalmente a St. Louis, nel Missouri, e dovrebbero concludersi entro il 31 dicembre 2035.
L’obiettivo dell’acquisto è garantire la piena operatività e l’aggiornamento dell’aviazione israeliana nel lungo periodo, in vista di possibili futuri scenari di conflitto che potrebbero coinvolgere l’Iran o Hezbollah. La tempistica annunciata rappresenta un significativo slittamento rispetto ai piani originari, che prevedevano la sostituzione della flotta di F-15 israeliani entro il 2025 o, al più tardi, il 2028.
Attualmente Israele dispone di circa 50 F-15 nelle varianti A/B/C/D e di 25 F-15I, molti dei quali risalgono alla fine degli anni Settanta, seppur ampiamente modificati con sistemi sviluppati localmente. Già nel 2020 l’establishment della difesa israeliano aveva manifestato l’intenzione di avviare il processo di sostituzione, ma una lunga fase di instabilità politica, caratterizzata da sei tornate elettorali consecutive, ha ritardato la presentazione di un ordine formale agli Stati Uniti e a Boeing. Il dossier è rimasto fermo anche durante il mandato dell’ex primo ministro Naftali Bennett. Solo nel gennaio 2023 il Ministero della Difesa israeliano ha inviato una Letter of Request ufficiale per 25 F-15EX. Tuttavia, lo scoppio della guerra tra Israele e Hamas ha ulteriormente rallentato il processo, così come le richieste israeliane di modifiche specifiche alla piattaforma F-15EX standard.
Secondo Boeing, il F-15EX – e nella sua versione israeliana F-15IA – è in grado di trasportare un numero di armamenti superiore a qualsiasi altro caccia della sua categoria, inclusi missili ipersonici lunghi fino a 22 piedi e con un peso massimo di circa 3.200 chilogrammi. Grazie a motori più efficienti e all’introduzione del sistema fly-by-wire, il nuovo velivolo garantisce una riduzione del 25% dei costi operativi per ora di volo. Il fly-by-wire, una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi decenni per la piattaforma F-15, consente anche una manutenzione più semplice e una maggiore efficacia operativa, permettendo di svolgere missioni complesse con un numero inferiore di aerei.
Nel confronto con l’F-35I, che offre capacità stealth e avanzati sistemi di sorveglianza ma presenta limiti nel carico bellico per via della necessità di mantenere bassa la traccia radar, l’F-15IA resta una piattaforma centrale per le operazioni di bombardamento su larga scala. Durante il conflitto, l’F-35 è stato spesso il primo asset impiegato contro obiettivi sensibili in Iran, contro Hezbollah e in Siria, ma il peso principale delle missioni di attacco è ricaduto sugli F-15 e sugli F-16 dell’aviazione israeliana. Inoltre, in caso di combattimenti aerei diretti, l’F-15 è considerato da molti analisti superiore in termini di prestazioni nel dogfight.
Il nuovo F-15IA dispone di un raggio di combattimento di circa 4.000 chilometri ed è equipaggiato con radar AESA di ultima generazione, ritenuto tra i più avanzati al mondo. La cabina di pilotaggio è completamente digitalizzata e dotata di sistemi che garantiscono una consapevolezza situazionale totale, grazie anche a un grande schermo touch e a un casco con visore integrato.












