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    Coronavirus: Israele rafforza la campagna vaccinale, cresce la preoccupazione per l’aumento dei contagi

     

    Dopo l’incremento di contagi in Israele, in buona parte dovuti alla variante DELTA, il primo ministro Natfali Bennett ha riunito oggi, a Gerusalemme, le forze politiche in campo per affrontare e valutare la situazione.

     

    Malgrado si sia deciso di non adottare al momento restrizioni particolari, è stato stabilito che la strategia da utilizzare al fine di rallentare la diffusione del virus continuerà, attraverso il potenziamento della campagna vaccinale nazionale, l’impiego di maggiori sforzi di informazione pubblica per invitare la popolazione a vaccinarsi, ad indossare mascherina, e a continuare a mantenere il distanziamento sociale. Saranno inoltre introdotti test rapidi per coloro che entrano nelle strutture geriatriche, così come nei campi estivi con oltre 100 persone.

     

    I ministri hanno anche deciso che tutti i viaggiatori dall’estero dovranno ora autoisolarsi fino a quando non riceveranno un risultato negativo del test COVID-19. Fino ad oggi solo coloro che non erano stati vaccinati dovevano attendere i risultati in isolamento.

     

    Il ministero della Salute valuterà anche la possibilità di abbreviare il periodo di quarantena generale per coloro che sono tenuti all’autoisolamento. Tale periodo è attualmente di 10 giorni con due test o 14 giorni senza test per coloro che sono stati esposti a portatori di virus, sebbene ai vaccinati non sia richiesto di entrare in isolamento a meno che non sia confermato che hanno il virus.

     

    l contagi intanto sono in aumento, con 521 nuovi casi di coronavirus diagnosticati solo martedì, superando i 500 per il secondo giorno consecutivo.

     

    I dati del ministero della Salute diffusi oggi hanno mostrato che il numero di casi gravi è salito a 40, in aumento rispetto al giorno prima, che era già il numero più alto da maggio. I contagi nel Paese sono 3.274, mentre il bilancio delle vittime è rimasto stabile a 6.429.

     

    Cresce nel frattempo la preoccupazione per una nuova minaccia legata alle varianti del Covid. Come riporta il Jerusalem Post, una nuova variante, chiamata “Lambda”, si sta velocemente diffondendo in Sud America. 

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