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    ‘’Essere preparati è già mezza salvezza’’ – Maghen David Adom e la nuova Banca del sangue

    Si chiama “Marcus National Blood Services Center” ed è la nuova Banca del sangue israeliana che consente di conservare e proteggere il plasma da calamità naturali e attacchi terroristici. Sviluppata dal Consiglio di Sicurezza israeliano, la struttura si articola nel sottosuolo in tre livelli a compartimenti stagni, con una parte dedicata agli operatori italiani. La sede funge anche da Centro Logistico del Maghen David Adom (MDA), il Servizio nazionale di Primo soccorso in Israele che quest’anno compie 93 anni.

    Per celebrare l’inaugurazione, che cade in concomitanza con il 75esimo anniversario d’Israele, il Maghen David Adom Italia ha organizzato presso l’Oratorio Di Castro una serata evento, moderata dalla giornalista Nathania Zevi, alla presenza dell’Ambasciata d’Israele, della Comunità Ebraica di Roma e di Felix Lotan, Direttore del Dipartimento Gestione Emergenze di MDA e responsabile della squadra di soccorso israeliana inviata in Turchia per la crisi terremoto dello scorso febbraio.

    “Il Maghen David Adom è tra le soft-power israeliane che offre il miglior servizio di emergenza anche fuori il Paese – ha detto Zevi – È intervenuto per il terremoto dell’Aquila, nella guerra in Ucraina, ad Haiti, in Turchia e in tanti altri posti. È la dimostrazione del fatto che Israele pensi al prossimo anche quando è essa stessa sotto minaccia”.

    L’esperienza, coltivata negli scenari di guerra e guerriglia a cui Israele è chiamata a rispondere dal terrorismo islamico, ha reso questo corpo un élite nel mondo e l’insegnante più accreditato per spiegare come risolvere situazioni di emergenza. Un contributo ancor più eccezionale se si considera che il MDA sia un’organizzazione dipendente dalle donazioni e dal volontariato, cuore pulsante della struttura. Perciò “la forza del Maghen David Adom è quella di sentirsi una grande famiglia in cui ognuno dà il proprio contributo” ha ribadito il dott. Cesare Efrati, volontario responsabile sezione di Roma MDA, ringraziando il contributo del presidente Sami Sisa. 

    Il loro lavoro è un’eccellenza che durante la serata è stata spiegata mostrando i video girati nelle situazioni di emergenza ed attraverso i racconti degli operatori, come Felix Lotan: “In Turchia iniziò tutto alle tre del mattino, quando ci informarono di una forte scossa percepita al nord di Israele. Poche ore dopo eravamo già in viaggio con gli Hercules. Quando atterrammo c’era caos ovunque ed impiegammo ore per raggiungere il punto critico. Considerati i rapporti tra i nostri Paesi, ci chiedono spesso come siamo stati accolti: eravamo lì con bandiere di Israele ovunque e ci hanno accolto in maniera eccezionale, abbiamo lavorato spalla a spalla per un obiettivo comune. Alla fine, siamo riusciti a salvare diciannove persone. Riguardo la Banca del sangue, Israele deve proseguire a preparare sangue per ogni necessità d’emergenza, e se non lo fa il Maghen David Adom non lo fa nessun altro. È il progetto più importante degli ultimi anni”. 

    L’obiettivo del Maghen David Adom è di raggiungere chiunque abbia bisogno d’aiuto nel mondo, lavorare d’anticipo per garantire una risposta rapida ed efficace: perché essere preparati, come detto durante la serata, è già mezza salvezza.

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