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    La vita e la storia ebraica del Rione Trastevere

    È il tredicesimo rione di Roma, nonché una delle aree più antiche e caratteristiche della Capitale: la fama di Trastevere è nota in tutto il mondo, ma in pochi ne conoscono la sua storia e la sua vita ebraica. Proprio in questa zona, infatti, si estendeva fino al medioevo la cosiddetta giudecca, per la precisione dall’Isola Tiberina e tra la basilica di Santa Cecilia e la chiesa di San Francesco a Ripa. Proprio in quest’area, nei pressi del civico 14 di vicolo dell’atleta, resta un’iscrizione in ebraico, segno della sinagoga che sorgeva proprio in quel punto.

    Un cimitero ebraico, utilizzato dal XIII secolo al XVII secolo, si trovava invece a poche centinaia di metri, dove oggi si trova Porta Portese. 

    Altre tracce visibili restano sparse sul territorio. Proprio sull’isola tiberina, area di confine con il più tradizionale quartiere ebraico, vicino alla Chiesa di San Bartolomeo si trovano l’Ospedale Israelitico e, nello stesso edificio, il Tempio dei Giovani, realtà inaugurate nel XX secolo ma con lontane radici. 

    Superando Ponte Cestio, si arriva al Centro Ebraico Pitigliani, inaugurato nel 1902 come Orfanotrofio Israelitico Italiano per accogliere bambini ebrei ed offrire sostegno alle famiglie disagiate: dopo aver svolto la sua funzione dopo le due guerre mondiali, oggi continua ad avere un importante ruolo per l’ebraismo cittadino. 

    E la storia ebraica del rione continua anche in tempi recenti: al di là di viale Trastevere, si trovano da parecchi decenni le sedi di diversi enti che animano la vita religiosa, sociale e culturale degli ebrei della Capitale.

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