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    Una sola voce per 18 artisti: Il progetto social “Benè Romì” che racconta gli ebrei nel Risorgimento

    Gli ebrei romani, che rappresentano una delle comunità più antiche del mondo, spesso definiti “più romani dei romani”, raccontati da 18 artisti attraverso storie inedite della “Breccia di Porta Pia”: Dalle origini, alla segregazione del ghetto di Roma passando per il Risorgimento e l’Unità d’Italia. Una narrazione nella quale la Comunità romana prende vita riflettendo i valori del patriottismo e il loro fortissimo legame con il territorio. Tutto questo e molto altro nel prestigioso progetto “Benè Romì”, promosso dalla Comunità Ebraica di Roma e dalla Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e dal Comitato per gli anniversari di Interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, coordinato da Paolo Vicchiarello. Il progetto è stato realizzato, per l’agenzia I SAY, da Alex Zarfati e da Giorgia Cardaci.  I volti noti che hanno aderito al progetto sono: Francesco Castelnuovo, Massimiliano Gallo, Paolo Ruffini, Nancy Brilli, Marco Bonini, Massimo Ghini, Valeria Solarino, Caterina Guzzanti, Fausto Sciarappa, Ricky Memphis, Bruno Pavoncello, Beppe Fiorello, Claudia Gerini, Donatella Finocchiaro, Gianmarco Tognazzi, Ambra Angiolini, Andrea Bosca, Giulia Bevilacqua.

     

    “Sono un grande amante del gioco di squadra, e del progetto ho apprezzato la possibilità di raccontare assieme qualcosa. – dice a Shalom l’attore Gianmarco Tognazzi – Ognuno può mettere la propria personalità all’interno di una storia importante come questa: l’opportunità di raccontare la storia degli ebrei di Roma e la fine della segregazione nel ghetto. Un momento che si intreccia con l’unità d’Italia e con i valori del Risorgimento. In questa maniera noi artisti, siamo stati una piccola comunità che ha raccontato le storie di una comunità. Non vivo la città di Roma al 100% eppure conosco quel rapporto fortissimo che c’è tra la Comunità Ebraica, il ghetto e la città di Roma.”

     

    Sono aneddoti, spaccati storici ed eventi che si uniscono diventano un mosaico di racconti che tratteggiano la storia del Bel Paese. Ogni storia è stata raccontata dai 18 artisti attraverso i loro canali social. Recitando o leggendo gli artisti sono riusciti a ricostruire la storia degli ebrei romani all’antichità all’apertura del ghetto di Roma. “Il 20 settembre e le vicende connesse rappresentano una data spartiacque per la storia degli ebrei di Roma, poiché oltre all’unificazione d’Italia quel giorno sancì anche la fine del ghetto, istituito nel 1555. Abbiamo deciso di raccontare quegli avvenimenti in modo divulgativo, così da renderli fruibili e immediatamente accessibili alle nuove generazioni – ha detto la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello – I temi sono veicolati sui social tramite il contributo di 18 artisti di primo piano, che ringrazio, e rappresentano l’approdo di un lavoro capillare di ricerca scientifica coordinato da un comitato di esperti. In questo modo coniughiamo la capacità di diffusione e l’autorevolezza dei contenuti, con l’obiettivo di far conoscere passaggi cruciali per la storia degli ebrei romani, ma anche del nostro Paese”. 

     

    Gli ebrei romani e la città di Roma hanno da sempre un rapporto molto stretto. Nel 1870, l’abolizione del “serraglio degli ebrei” contribuì a consolidare quel rapporto di patriottismo. L’ottenimento dei diritti civili li fece subito tornare al centro della scena sociale, specialmente grazie al loro contributo politico e culturale. Proprio da questi temi nasce la ricerca e l’esplorazione di materiale storico, artistico e archivistico portato avanti con entusiasmo e passione da anni dall’Archivio storico della Comunità Ebraica e dal Museo ebraico di Roma. “Abbiamo pensato che raggiungere le persone con l’utilizzo dei social media in questa fase storica sia estremamente complesso. Non si tratta solo di giovani, ma anche di adulti che sempre più spesso consultano le informazioni attraverso i mezzi social senza approfondire ulteriormente la storia o il significato dell’identità ebraica. – spiega a Shalom Alex Zarfati, curatore del progetto – Raccontare il contributo degli ebrei italiani al Risorgimento rischiava di essere un’operazione confinata agli addetti ai lavori o agli storici. Coinvolgendo invece influencer e artisti di diverse provenienze, con una fanbase abbastanza nutrita, abbiamo pensato di dare una maggiore spinta al progetto”.

     

    bene-romi.it

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