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    È nato prima l’uovo o la gallina? Storia e ricetta delle sarde a beccafico

    Il dilemma sul se sia nato prima l’uovo o la gallina si adatta perfettamente alla ricerca delle origini di molte ricette, soprattutto quelle legate al sud d’Italia. Le varie influenze straniere e la cacciata degli ebrei dalla Sicilia ha reso impossibile stabilire se usi culinari legati ad una specifica zona siano completamente autoctoni o bensì il frutto di contaminazioni, o addirittura di tradizioni legate a specifici periodi storici. Dopo un viaggio familiare sulla rotta delle origini di mio marito mi sono ritrovata spesso a domandarmi il perché di alcuni abbinamenti di ingredienti e la esclusione di altri.

     

    Evito una lunga lista di esempi, anche perché non voglio spoilerare le prossime ricette che vi proporrò, ma in breve ho notato che in alcune zone della Sicilia molto spesso si cucinino piatti a base di pesce o addirittura latticini che alla vista sembrino piatti a base di carne.

     

    Un esempio lampante di questo uso sono le sarde a beccafico.

     

    Il nome del piatto deriva da una specie di volatili chiamati appunto beccafichi. I nobili siciliani erano abituati a mangiarli dopo averli cacciati ripieni delle loro stesse interiora. La storia ci dice che questa ricetta fu adattata ad una tavola più modesta sostituendo alla carne il pesce ed al ripieno pane raffermo e pinoli. Nella realtà il piatto in tavola somiglia enormemente all’originale e l’odore che si produce durante la preparazione è molto simile a quello della carne.  Con questo piatto probabilmente gli ebrei potevano dare l’impressione di cibarsi di ingredienti proibiti. Provare per credere.

     

    INGREDIENTI:

     

    1,5 kg di Sarde

     

    7 filetti di Acciughe o alici

     

    150 gr uvetta

     

    150 gr pinoli

     

    1 limone

     

    Prezzemolo

     

    Alloro

     

    3 Cucchiai zucchero

     

    300 gr Pangrattato

     

    Olio di oliva

     

    Sale e pepe

     

    PREPARAZIONE:

     

    Vi consiglio di comprare le sarde già pulite e aperte a libro, altrimenti la prima cosa da fare è pulire il pesce, privarlo delle spine e aprirle, lavarle e asciugarle bene. Tritate quindi finemente le acciughe e mischiatele con il pangrattato, un pochino di olio l’uvetta i pinoli ed il prezzemolo finemente tritato.

     

    Aggiungete al ripieno sale e pepe a piacere e distribuite poi il composto sulle sarde e arrotolatele fermando gli involtini con uno stuzzicadenti. Sistematele in una teglia unta di olio e tra uno e l’atro mettere una foglia di alloro e se volete una fettina di limone.

     

    A parte preparate una salsa di zucchero, limone ed olio che verserete sul pesce.

     

    In forno a 200 gradi per circa 20 minuti.

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