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    Il museo di Auschwitz-Birkenau presenta il progetto delle visite virtuali

    “Grazie a questo progetto, saremo in grado di portare
    Auschwitz-Birkenau in ogni classe del mondo. È una vera rivoluzione. – ha detto
    il CEO della Fondazione Auschwitz-Birkenau Wojciech Soczewica – È fondamentale
    per noi essere presenti su tutte le piattaforme online contro la diffusione di
    odio, antisemitismo e razzismo.”

    Il nuovo progetto, lanciato lo scorso fine settimana,
    consentirà un tour virtuale online del campo di concentramento di
    Auschwitz-Birkenau, che condurrà gli spettatori nei luoghi simbolo del
    campo.  Tra coloro che hanno maggiormente
    contribuito alla nascita e allo sviluppo del progetto c’è la società
    tecnologica israeliana, AppsFlyer, che ha prodotto una piattaforma digitale in
    collaborazione con un’altra società israeliana, DISKIN, specializzata nel
    design dell’esperienza e nella creazione di contenuti.

    Il progetto è stato lanciato in seguito allo scoppio della
    pandemia di COVID-19, che ha portato alla chiusura del campo per la prima volta
    dalla sua apertura nel 1947, un anno e mezzo dopo la sua liberazione. A causa della
    chiusura il campo ha dovuto affrontare difficoltà finanziarie e 350 guide
    certificate rischiavano di perdere il lavoro. “Ho letto un articolo sulla
    chiusura di Auschwitz a causa del COVID-19 e mi sono detto che dovevamo fare
    qualcosa”, ha detto Liron Or, capo del dipartimento di responsabilità
    sociale d’impresa di AppsFlyer, e nipote di un sopravvissuto alla Shoah. Or ha
    infatti contattato Soczewica e ha chiesto come poteva aiutare.  Durante la videochiamata l’uomo ha assistito
    ad un tour virtuale del campo deserto usando il suo cellulare. “È stato
    agghiacciante vedere quel posto vuoto, ed è così che è nata l’idea”.

    Questa è la prima volta che i mezzi tecnologici vengono
    integrati per scopi educativi nel sito di Auschwitz; è una questione
    estremamente complessa e delicata da affrontare. Il lavoro sul progetto è
    durato due anni e ha visto la collaborazione di team di istruzione, guida e
    archivio di Auschwitz, nonché di esperti di Shoah e tecnologia in Israele e in
    tutto il mondo. Il tour virtuale ha la durata di un’ora e 45 minuti, con una
    pausa di 15 minuti tra la prima parte ad Auschwitz e la seconda parte a
    Birkenau. Il campo può essere esplorato in sette lingue: ebraico, inglese,
    polacco, spagnolo, tedesco, italiano e francese. Altre lingue, come il cinese,
    saranno aggiunte in futuro. Venti delle guide in loco hanno già ricevuto una
    formazione su come guidare al meglio davanti a una telecamera, mentre altre 60
    sono in varie fasi di apprendimento.

    Rispetto al tour fisico di Auschwitz che dura tre ore e
    mezza, il tempo complessivo del tour virtuale ammonta a circa la metà. Dopo
    aver fatto ricerche, i creatori hanno scoperto che questa è la quantità
    ottimale di tempo per mantenere l’attenzione dello spettatore, fornendo anche
    un’esperienza educativa. “L’idea era di rendere il luogo accessibile in
    tutto il mondo. Il tour offre un’esperienza personale ma non passiva, gli
    spettatori possono porre domande alla guida, ad esempio”. La visita
    guidata include dozzine di immagini e illustrazioni, oltre a testimonianze di
    sei sopravvissuti ebrei e un sopravvissuto polacco. Inoltre, un drone fornisce
    una veduta aerea del campo in tempo reale.

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