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    ‘’Canto per i rapiti e per dire basta all’odio’’ – Intervista alla star israeliana Shiri Maimon

    Sulle note di “Shir lamaalot” e “Coming Home”, la star israeliana Shiri Maimon ha voluto mandare un chiaro messaggio: liberate gli ostaggi e diciamo tutti insieme “basta all’odio”. Venuta a Roma per la manifestazione “No antisemitismo, No terrorismo”, la sua voce ha commosso tutti i partecipanti.

    Cantante, tra le più famose e apprezzate dello Stato ebraico, attrice e giudice da diversi anni del talent show “Kochav Habà”, Shiri Maimon da quel tragico 7 ottobre non ha mai smesso di mettersi a disposizione del Forum delle famiglie degli ostaggi e delle persone scomparse. La sua cover di “Coming Home”, cantata insieme a Tamir Grinberg per i civili rapiti da Hamas, ha fatto il giro del mondo. Infatti è diventata virale proprio per il significato particolare che ha assunto la canzone in questo momento particolare.

    “È estremamente importante scendere in piazza dopo quello che sta succedendo alle comunità ebraiche nel mondo”, ha affermato Shiri Maimon a Shalom. “Sono venuta a Roma per cantare, pregare per gli ostaggi e dire basta all’odio”, ha aggiunto.

    Maimon non è rimasta indifferente al silenzio delle numerose organizzazioni femministe, che dopo due mesi ancora non hanno fermamente condannato le barbarie commesse dai terroristi di Hamas, in particolare verso le donne, che sono state stuprate, mutilate e uccise. “Come madre, come donna, non posso nemmeno immaginare come organizzazioni che dovrebbero essere con noi e dovrebbero starci accanto possano tacere su tutto questo. È folle”, ha sottolineato.

    Nell’oscurità che in questo momento circonda Israele, tuttavia la cantante vede uno spiraglio di luce. “Le persone in Israele sono forti, Israele è forte. È un dato di fatto. Non abbiamo un altro posto dove andare”, ha aggiunto Shiri Maimon, parafrasando una famosa canzone israeliana, Ein Li Eretz Acheret. “Questo è il nostro paese e stiamo combattendo per esso, vogliamo solo che i nostri ostaggi e i nostri soldati tornino a casa sani e salvi”.

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